il bosco
Il bosco educativo, ecumenico ed ecologico di Santa Maria
Il bosco di Santa Maria a Ferrano si estende per circa 60.000 mq sopra la chiesa Romanica di Santa Maria a Ferrano. La sua locazione si trova nel Comune di Pelago, parte della Città Metropolitana di Firenze. Il bosco consiste sopratutto di aceri e querce ricresciuti e di castagni. Si sviluppa su antichi terrazzamenti agricoli fra 630 e 700 s.l.m. ed è attraversato da un sentiero CAI.
Terra antica di cultura
Il bosco di Santa Maria a Ferrano è ricresciuto su terrazzamenti che anticamente erano terre coltivate a grano, frutta e vino. Davano nutrimento alla comunità monastica che si era stabilita appena più sotto mille anni fa e alle persone che si aggregavano e ci lavoravano come mezzadri. I muri di sostegno sono lavori maestosi, in parte alti fino a 5 metri. Sono segni di un impegno enorme di aprire e far fiorire una terra per un insediamento umano tanto tempo fa.
Il bosco ora è come la nostra cattedrale nella quale si trovano la chiesa, la casa colonica e tutto il resto della proprietà. La chiesa e la casa colonica danno appoggio, ospitalità, e un punto di partenza alle persone che frequentano Santa Maria. Da lì il bosco ci accoglie come luogo di ricreazione, scoperta e impegno.
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Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi sa ascoltarli, conosce la verità. Essi non predicano dottrine o ricette, predicano, incuranti del singolo, la legge primordiale della vita.
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Hermann Hesse
La Natura ci parla – Mondadori – Milano 1990
Un bosco educativo, ecumenico ed ecologico
Il bosco di Santa Maria ha per noi un valore educativo, ecumenico ed ecologico: ci educa a riconoscere le qualità e le necessità della natura e la vicinanza della natura a noi. È una realtà ecumenica – nel senso largo della parola – perché ci richiama a un mondo tutto abitato da un’infinita varietà di creature e realtà preziose . È ecologico perché ci insegna a custodire e nutrire i molteplici legami fra i vari organismi viventi.
Educativo perché…
La natura che circonda Santa Maria a Ferrano è un fattore fondamentale per il luogo che ha il suo centro umano vissuto nella chiesa romanica e nella casa colonica medioevale. Il valore del bosco educativo per noi è la sua capacità di far nascere in chi lo frequenta un nuovo interesse e amore per il mondo creato, la natura nella sua variopinta realtà di flora e fauna nelle diverse stagioni dell’anno e della vita. Il bosco educativo insegna a stare, osservare, godere e lasciar andare le proprie preoccupazioni e pensieri. Invita all’ascolto e al silenzio. Ci accoglie nella sua generosità, vitalità e profondità di vita. Nel bosco educativo riusciamo a connetterci più profondamente alla propria natura, cioè alla nostra umanità.
ecumenico perché...
Il bosco è un mondo abitato da una infinità di realtà senzienti e no – fauna, flora, minerali, acque… – non solo da esseri umani. La natura è tutta vissuta ed è una. Il bosco ecumenico per noi rappresenta il mondo che non è mai “terra di nessuno” ma è invece sempre luogo di una infinità di creature, vita e doni. Ci richiama a considerare tutta la realtà intorno a noi nella sua soggettività e non come oggetto esclusivamente da utilizzare o sfruttare secondo i nostri bisogni. Il bosco ecumenico ci ricorda che facciamo anche noi parte di un tutt’uno, che siamo inclusi e non separati dal resto del mondo.
Ecologico perché...
Il bosco è ecologico in quanto ci riporta al grande tessuto del creato del quale facciamo parte. Ci richiama alla nostra relazione e alle nostre responsabilità verso la natura – gli organismi vegetali ed animali e tutta la materia terrestre in tutte le sue forme. Il bosco ecologico ci permette di contribuire concretamente alla sua ricchezza vitale con il nostro impegno lavorativo continuativo, serio ed attento. Ci dà occasione di approfondire le nostre conoscenze della sua natura – le sue caratteristiche, qualità e funzioni e i suoi bisogni – e le nostre capacità nella sua cura e custodia.
Il bosco di Santa Maria a Ferrano
Iacopo Brunetti a conclusione del corso di laurea in Scienze Forestali ed Ambientali dell’Università degli Studi di Firenze ha scritto una tesi dedicata al bosco di Santa Maria a Ferrano che gentilmente ci ha reso disponibile.
L’impegno nel bosco e il suo futuro
Dapprima la gran parte parte del bosco di Santa Maria a Ferrano si è presentata come impenetrabile e caotica, piena di rami secchi, legna marcia e alberi caduti, dove l’edera e i cespugli avevano preso il sopravvento. Era frequentato esclusivamente dai cinghiali e altre creature del sottobosco. Col tempo abbiamo potuto creare via d’accesso, degli spazi aperti, lasciando così entrare luce e aria. Abbiamo potuto liberare degli alberi da piante infestanti e il suolo dal mare di pietre che lo coprivano, dando cosi respiro sia alle piante che alla terra stessa.
La visione per il bosco di Santa Maria a Ferrano è di un luogo di incontro fra la natura e la persona, dove possiamo conoscere meglio sia la natura che noi stessi, dove riscopriamo il nostro amore e il nostro impegno per la cura del creato.